‘Aspettiamo il programma del generale, ma FI deciderà in autonomia’
Pier Silvio Berlusconi conferma il pieno sostegno alla premier Giorgia Meloni, elogiandone la politica internazionale e definendo offensive per l’Italia le parole di Donald Trump. Lo ha detto presentando i nuovi palinsesti Mediaset, occasione in cui ha affrontato anche i temi dell’attualità politica oltre alle strategie di sviluppo di MediaForEurope.
Sul fronte interno, Berlusconi ha commentato la crescita nei sondaggi di Roberto Vannacci e l’ipotesi di un suo ingresso nell’area del centrodestra. Pur escludendo di voler dare consigli alla presidente del Consiglio, ha ribadito la fiducia nell’operato di Meloni: «Penso che stia facendo un grande lavoro».
Alla domanda sulla compatibilità del progetto politico del generale con quello della coalizione, Berlusconi ha osservato che «l’Italia non è nuova a fenomeni che crescono dal nulla» e ha riconosciuto a Vannacci capacità comunicative. Tuttavia ha precisato che, sulla base delle posizioni espresse finora, non lo vedrebbe nell’attuale maggioranza. «Aspettiamo di vedere il programma e valuteremo se sarà coerente con quello del centrodestra», ha aggiunto, sottolineando che «la propaganda è propaganda».
Una posizione più prudente rispetto alle indiscrezioni attribuite a Marina Berlusconi, secondo cui le tesi emerse alla convention di Futuro Nazionale sarebbero incompatibili con la linea di Forza Italia. La presidente di Fininvest avrebbe inoltre escluso qualsiasi rammarico per le uscite di alcuni esponenti azzurri verso il nuovo movimento del generale.
Nel frattempo Vannacci è tornato ad attaccare i partiti «eterodiretti e guidati dal denaro», sollevando interrogativi sul ruolo politico di Marina Berlusconi. Pier Silvio ha quindi smentito le ricostruzioni secondo cui Antonio Tajani avrebbe ricevuto indicazioni dalla famiglia Berlusconi, assicurando che Forza Italia «farà le sue scelte in piena autonomia».
Ribadendo la propria stima per Giorgia Meloni, Berlusconi ha sostenuto che la premier stia gestendo con equilibrio i rapporti con gli Stati Uniti senza rinunciare alla difesa delle posizioni europee.
In chiusura, l’amministratore delegato di MFE è tornato anche sul rapporto con la Rai. Ha espresso rammarico per il mancato accordo tra Ei Towers e Rai Way e ha criticato alcune scelte dell’azienda pubblica, pur riconoscendone il ruolo centrale nel servizio pubblico. Rivendicando i risultati di ascolto di Mediaset, ha infine definito le diverse strategie internazionali di MFE e Rai «semplicemente scelte commerciali».