Mario Roggero è arrivato nel carcere milanese di Bollate.
Malle domande dei giornalisti su un suo pentimento per quanto fatto ha risposto “si ma con il senno di poi, bisogna trovarsi in quelle situazioni
“Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto. Con l’ultimo ddl Sicurezza introduciamo una regola di puro buon senso: chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non può chiedere alcun risarcimento, né possono farlo i suoi familiari. Chi viola la legge non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso. Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali”, ha scritto su X la premier Giorgia Meloni dopo le polemiche sul caso Roggero e le richieste di indennizzo da parte dei parenti dei ladri uccisi dal gioielliere. Nel post è allegata anche una foto della premier e la scritta ‘Basta paradossi! Chi commette un reato non può pretendere un risarcimento per i danni subiti mentre delinque’.
Mario Roggero è stato condannato per avere ucciso due rapinatori ed averne ferito un altro il 28 aprile 2021. Lo ha emesso la Procura di Asti alle 12.45, a firma del procuratore Biagio Mazzeo. Ad Asti si era svolto il processo di primo grado, conclusosi con una condanna a 17 anni di reclusione, poi ridotti in appello a Torino a 14 anni e 9 mesi e confermati mercoledì in Cassazione. Roggero è diretto al carcere di Bollate, nel Milanese, per costituirsi.
La moglie ha presentato l’istanza per la grazia
La moglie di Mario Roggero, Mariangela Sandrone, ha presentato questa mattina la domanda di grazia per il marito. A renderlo noto all’ANSA, raggiunto telefonicamente, è Sergio Novani, analista processuale che coordina il collegio difensivo insieme all’avvocato Stefano Marcolini. “La domanda di grazia è stata inviata intorno alle 9.30, via Pec”, afferma. “Contestualmente al deposito della domanda di grazia, tramite l’avvocato Marcolini, è stata depositata un’istanza per il differimento dell’esecuzione della pena – spiega Novani -. Siamo in attesa che l’Ufficio di sorveglianza di Torino, che è stato adito insieme al Tribunale di sorveglianza, possa provvedere prima della carcerazione e noi confidiamo nel fatto che il provvedimento intervenga prima della carcerazione”.
Sulla grazia a Roggero continuano le prese di posizione della politica. Per il vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani la grazia “dipende dal presidente della Repubblica, però io credo che quest’uomo abbia sbagliato, però ha sbagliato anche per difendere la propria famiglia e credo che, avendo 72 anni, possa avere il perdono della nostra società”.
“In Italia si può perdonare una persona che ha reagito con eccesso di legittima difesa – ha proseguito -, però ritengo che sia giusto a questo punto perdonare, credo che sia un sentimento che alberga nella nostra grande maggioranza”.
Corte d’Appello di Torino: ‘Sconcerto per gli attacchi ai giudici’
“Sconcerto ed estrema preoccupazione per la gravissima campagna diffamatoria sviluppatasi sui social network a seguito della sentenza della Corte suprema di Cassazione con cui è stata confermata la sentenza di condanna pronunciata nei confronti di Mario Roggero dalla Corte di assise di appello di Torino il 3 dicembre 2025, in parziale riforma della sentenza della Corte di assise di Asti del 4 dicembre 2023”. Ad esprimerli è, in una nota, la presidente della Corte d’Appello di Torino, Alessandra Bassi, “anche a nome di tutti i magistrati del Distretto”.
er la presidente Bassi: “L’incontestato diritto di critica, che può ovviamente interessare anche le sentenze pronunciate in nome del popolo italiano, non può invero tradursi in offese e in attacchi personali ai giudici che quelle decisioni hanno assunto nell’osservanza delle leggi, deriva estremamente pericolosa che, oltre a minare alla base la fiducia nelle istituzioni e i fondamenti dello Stato di diritto, espone i magistrati interessati a gravissimi rischi per la sicurezza e l’incolumità personale”.
Le posizioni della politica
Il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami annuncia: “Ho appena firmato per chiedere la grazia a Mario Roggero, il gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi per aver difeso la sua famiglia da dei criminali”.
Per la senatrice della lega ed ex magistrata Simonetta Matone “chi ha subito traumi simili a quello del gioielliere Mario Roggero vive in uno stato di costante allerta. Quando la minaccia si è ripresentata, è del tutto plausibile che sia scattato un meccanismo psicologico di difesa, dettato dal terrore di vedere in pericolo la vita dei propri cari. Roggero, in preda ad uno stress emotivo estremo, non poteva valutare lucidamente se il pericolo era cessato. L’attuale legge in vigore in Italia prevede che la grave turbativa psichica attenua la responsabilità in caso di eccesso colposo, ma non cancella il reato se diventa un’azione d’attacco deliberata. La mia umana solidarietà va a Mario Roggero e alla sua famiglia aggredita con lui per l’ennesima volta da una banda di criminali. Al netto di quella che sarà la decisione del Presidente della Repubblica sulla eventualità di concedere la grazia, avrei auspicato per un uomo di 72 anni, onesto lavoratore, una pena meno pesante. Con 14 anni e più di carcere da scontare il percorso di riabilitazione previsto dalla Costituzione, diventa quasi impossibile”.
Dalle opposizioni, l’europarlamentare del Pd matteo Ricci osserva che “la mia impressione è che dopo la bocciatura della legge elettorale il caso Roggero diventato, per la destra, un modo per parlare d’altro siccome è una notizia che ha impatto sull’opinione pubblica”.
“La cosa peggiore di questa vicenda è farla diventare una bandierina politica. Non penso che ciò faccia bene nemmeno al gioielliere stesso perché se l’obiettivo è la grazia più si politicizza il caso e peggio è – aggiunge – Nel film ‘La Grazia’ di Sorrentino si evince il tormento del presidente della Repubblica nel valutare tutti gli aspetti per concedere la grazia, per cui penso che sia difficile per un cittadino comune, o anche per chi, come me fa politica, esprimersi su un tema del genere, proprio per la delicatezza. Vanno però respinte tutte le strumentalizzazioni politiche, la vicenda è complicata e a mio parere non si fa un grande servizio, neanche a coloro che sperano nella grazia, politicizzando la vicenda e facendola diventare una battaglia della giustizia fai da te della destra italo-americana”.
Davide Faraone, vicepresidente di Iv-Casa Riformista, commenta sui social: “Comprendere il dramma umano vissuto dalla famiglia Roggero è doveroso, ma la condanna definitiva della Cassazione non è il frutto di una legge ‘buonista’: è l’applicazione della legge sulla legittima difesa voluta da Matteo Salvini nel 2019”.
“Ancora più grave è ciò che sta accadendo in queste ore. Con il ministro della Giustizia Carlo Nordio che tenta di trasformare questa vicenda in un’iniziativa politica, costringendo il Capo dello Stato a intervenire. Altro problema: è difficile spiegare ai cittadini perché una famiglia che ha subito per anni rapine debba pagare risarcimenti milionari ai familiari dei rapinatori, mentre migliaia di vittime di reati non ricevono alcun risarcimento perché i responsabili sono nullatenenti. Il Fondo di rotazione per le vittime dei reati esiste – ricorda -, ma il governo Meloni lo ha lasciato insufficiente e incapace di dare risposte adeguate. Se davvero si vuole stare dalla parte delle vittime, si rafforza quel Fondo. Così come si rafforza la sicurezza aumentando gli organici delle forze dell’ordine. Oggi – conclude – servirebbero circa dodicimila tra carabinieri e poliziotti in più per garantire una presenza efficace sul territorio. La sicurezza si costruisce con più uomini, più prevenzione e più Stato, non alimentando l’illusione che gli slogan possano sostituire il diritto”.