Roma, 29 luglio 2026 – Si accende il confronto all’interno della maggioranza di governo guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul possibile utilizzo dei fondi europei del programma SAFE (Security Action for Europe) destinati al rafforzamento della difesa.
La discussione è nata dopo le dichiarazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che aveva annunciato la volontà dell’Italia di riservare fino a 14,9 miliardi di euro nell’ambito del programma europeo. Successivamente, lo stesso ministro ha precisato che non è stata presa alcuna decisione definitiva e che il governo sta ancora valutando tutte le opzioni disponibili.
La posizione della Lega
La Lega, alleata di governo, ha espresso forti riserve sull’iniziativa, sostenendo che una scelta di tale importanza debba essere discussa e approvata dal Parlamento. Esponenti del partito hanno ribadito che il coinvolgimento delle Camere è fondamentale prima di assumere qualsiasi impegno definitivo con l’Unione Europea.
Il ruolo del programma SAFE
Il programma SAFE è stato promosso dall’Unione Europea con l’obiettivo di rafforzare le capacità di difesa degli Stati membri attraverso finanziamenti dedicati. Per l’Italia, l’eventuale adesione rappresenterebbe un sostegno significativo ai programmi già previsti per la modernizzazione delle Forze Armate, senza modificare automaticamente il livello complessivo della spesa militare.
Il dibattito politico continua
La vicenda ha aperto un nuovo fronte di confronto all’interno della coalizione di centrodestra. Mentre Forza Italia sostiene un approccio favorevole alla cooperazione europea nel settore della difesa, la Lega insiste sulla necessità di un passaggio parlamentare prima di qualsiasi decisione definitiva.
Il governo dovrebbe definire la propria posizione entro la fine dell’anno, dopo ulteriori valutazioni politiche e istituzionali.